Potrebbe esserci una svolta nel caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e uccise. Ascoltata una donna, già precedentemente convocata.
Nel giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, di madre e figlia avvelenate con la ricina ci sarebbe una novità. Nelle ultime ore, infatti, oltre alla convocazione di un “nome insospettabile” sarebbe avvenuto l’interrogatorio di una donna. Si tratterebbe di una insegnante, professoressa di matematica, amica della famiglia Di Vita.

Madre e figlia avvelenate con la ricina: interrogata una donna
Stando alle ultime informazioni trapelate sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e rimaste uccise ci sarebbero delle novità. Come riprotato da Il Messaggero, “negli uffici della questura di Campobasso è stata ascoltata ancora una volta la professoressa di matematica amica della famiglia Di Vita“. Per la donna sembra essere addirittura “la terza convocazione della docente come persona informata sui fatti nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita”.
Le indagini proseguono: la situazione
La convocazione e l’interrogatorio della professoressa di matematica che lavora presso l’istituto agrario di Riccia, dove opera anche il marito e padre delle due vittime, è la conferma che le indagini stanno andando avanti. La Procura di Larino sta proseguendo indagando per omicidio premeditato, anche se al momento non risultano indagati ufficiali. Gli inquirenti vogliono capire soprattutto come la ricina sia stata reperita e in che modo sia finita negli alimenti consumati durante le festività natalizie.
Gli investigatori stanno approfondendo ogni scenario possibile: dai dissapori familiari, a presunte e possibili tensioni economiche fino ai rapporti personali considerati delicati. Tra le piste analizzate non vengono escluse neppure possibili gelosie sentimentali legate alla figura di Gianni Di Vita. In questa ottica potrebbero risultare decisivi gli accertamenti sui telefoni cellulari, tablet e computer che sono stati sequestrati negli ultimi giorni alla famiglia.